I Monti Peloritani e Val d'Agrò
I Monti Peloritani

La provincia di Messina può essere divisa in due regioni forestali: quella dei monti Peloritani e quella dei Nebrodi, due mondi profondamente diversi. Secondo alcuni studi, il nome Peloritani trarrebbe la sua origine dal greco Péloron, che significa "gigantesco, mostruoso". Effettivamente tali dovettero apparire ai navigatori greci che appena giunti allo stretto si trovarono davanti questa catena montuosa che nasce dal mare e s'innalza imponente verso il cielo.
Se siete degli appassionati naturalisti o, più semplicemente, amate godere della vista dei piccoli miracoli che la natura ci regala non potete perdervi un’escursione del genere.
I Peloritani si caratterizzano per una continua successione di crinali e burroni che portano alla formazione delle cosiddette fiumare, ambienti unici che non è possibile ammirare in nessun’altra parte della Sicilia.
Scendendo dalle creste, i numerosi corsi d’acqua si insinuano dentro gole più o meno profonde per poi aprirsi a valle in ampie fiumare, appunto.
Sui Peloritani non esistono veri boschi naturali. Sappiamo che in tempi remoti la vegetazione boschiva era ricca di quercie, lecci e faggi, di pini e castagni, ma oggi purtroppo sono rimaste solo poche formazioni saltuarie. Solo nelle zone più impervie, dove l'uomo non è potuto arrivare, si sono conservati piccoli lembi di bosco naturale di roverella e di leccio o di macchia mediterranea con predominanza di eriche, cisto, corbezzoli e ginestre. La guardia forestale, da una decina di anni, sta mettendo in atto una serrata politica di rimboschimento. Per quanto riguarda la vegetazione delle fiumare del messinese gli oleandri, i ginestrini e la ginestra spinosa, pioppi e salici sono alcuni esempi di specie presenti.
Val d’Agrò
A soli sette chilometri da Taormina, è possibile visitare uno tra i più interessanti luoghi della Sicilia Orientale: la Val d’Agrò, un tesoro di bellezza e tradizione. E’ una vallata in provincia di Messina, che scende dai monti Peloritani fino al mare Ionio, protetta e sovrastata dalla Montagna Grande, da cui nasce il torrente che da il nome all'intera vallata.

Il torrente è lungo circa 18 km ed arriva a distendersi presso le Gole Ranciara, meta di una delle tante meravigliose tappe imperdibili per gli appassionati del canyoning (o torrentismo).
La vegetazione in generale risulta ricca anche di specie rare. Per fare un esempio, è possibile trovare, lungo la strada che percorre la vallata che da S. Alessio passa per le frazioni Scifì e Fadarechi, delle felci rare.
Ricca anche la popolazione di orchidee, specialmente sul monte Kalfa, Forza d’Agrò e Savoca, dove in primavera è facile scorgere varie specie di Ophrys( dal greco ?f??? = "ciglia" per via della pelosità del labello, il petalo più lungo e rivolto verso il basso caratteristico delle orchidee).
Valle d'Agrò è un territorio complesso che si estende dal mare alla montagna attraverso una serie di borghi medievali posti a corona sul torrente Agrò, caratterizzato dalla presenza di un insediamento archeologico (Scifì di Forza d’Agrò). In una panoramica virtuale si parte con Sant'Alessio Siculo sulla sponda di sinistra (guardando da valle verso monte) e andando verso l'entroterra si incontra Forza d'Agrò i cui paesaggi sono probabilmente superiori per bellezza a quelli della stessa Taormina, poi Limina e Roccafiorita, Antillo. Proseguendo verso il mare abbiamo Casalvecchio Siculo, poi Savoca ed infine Santa Teresa di Riva. I visitatori rimangono incantati da questi piccoli centri grazie al loro fascino che oscilla tra presente e passato e che da ogni angolo evoca pezzi di storia. I paesi che si affacciano sul mare incantano per la trasparenza delle acque, le grotte e le suggestive baie distribuite tutte intorno, esplorabili in barca; quelli collinari sono dei piccoli gioielli, borghi medioevali circondati da oasi di quiete tra boschi e colline.
